L'Iniziazione del Graal

Fra le esperienze più grandiose e più sublimi della vita iniziatica, vi è la visione della Sacra Coppa alla quale sono ammessi ben pochi. Essa è la visione di coloro che hanno desiderato con cuore assolutamente puro la partecipazione ai Misteri del Santo Graal, e per averla hanno cercato veramente sopra ogni cosa la conquista del Graal .
 
Il vincitore della ricerca, quando riceve la sua luce, si può considerare un battezzato nel Fuoco dello Spirito Santo e nella Luce del Sangue di Cristo, perché è arrivato per lui il giorno delle Pentecoste.
 
Egli è consapevole di essere entrato nella Comunità di coloro che vegliano perennemente il Santo Graal . Quando è arrivata la rarissima Iniziazione del Graal, l’illuminazione interiore è così perfetta che il privilegiato non avrà più bisogno di cercare vie materiali per raggiungere quelle spirituali.
 
Si riterrà, con ragione, libero da qualsiasi culto o rito terrestre per concretizzare il Santo Graal, perché questa concretizzazione, questa oggettivazione, porterebbe in se stessa debolezza e caduta: il vero Iniziato sa che il Tempio del Santo Graal si trova negli alti piani spirituali, costruito dal Signore e non dall’uomo, con un sacerdozio composto di sacrificatori secondo l’ordine di Melchisedek, sacerdote e re di Salem, città della pace, come scrive San Paolo nella sua lettera agli Ebrei.
 
Melchisedek è notorio dalla Bibbia e dall’insegnamento esoterico, fu il primo a offrire il pane e il vino nella Coppa al vittorioso Abrahamo. Questo sacerdozio regale (lo dice Cristo stesso) non è di questa terra, ma è raggiungibile anche da vivi nel proprio corpo. "Il mio Regno non è di questo mondo": così si esprime il nostro Avatâr e così anche i cercatori del Padre sono i sacerdoti regali di un altro Regno, pur operando e combattendo in questo.
 
È certo che le iniziazioni terrestri collettive, quali le gerarchie fraterne o monastiche, hanno il loro valore, perché gli iniziati di questi ordini ottengono il sostegno dall’eggregore della loro fraternità o della loro gerarchia. Quando compie il rito sacrificale, il celebrante della Messa non è solo, con lui convibra una potente forza gerarchica, perché gli ordini sono una iniziazione a catena, ovvero collettiva.
 
Se l’iniziazione collettiva usufruisce dell’appoggio di un eggregore (corpo iniziatico) e tale appoggio è utile per camminare verso la perfezione, l’iniziazione stessa è però anche disturbata. Difatti una fraternità o una gerarchia iniziatica passa attraverso determinate tappe di sviluppo, ed essendo fatta di esseri umani, subisce crisi, rischio d’invecchiare e di indebolirsi.
 
L’Iniziazione collettiva è perciò una forza, in quanto riceve un potente aiuto psichico, ma è anche un pericolo e un danno se questa forza è inferiore ai suoi ideali iniziatici. Per chi ha la forza di perseguire da se stesso la Via spirituale con coraggio guerriero e possiede una forte individualità, per chi non teme di essere accecato dall’eccessiva luce, per chi osa assumersi la responsabilità e la potenza dell’iniziato senza appoggiarsi ad un gruppo o ad una fraternità terrena, la Via più bella, più sicura e più diretta è la conquista del Santo Graal .
 
In tal senso il mito ha raffigurato questi iniziati come cavalieri armati in viaggio e in combattimento contro le insidie del viaggio e del cimento. Il viaggio, nella simbolica esoterica, è lo spostamento della coscienza in un mondo che all’essere umano è abitualmente chiuso.
 
Per mettersi in viaggio e alla ricerca si suppongono nel cavaliere una speciale vocazione, degli studi, una preparazione mentale e spirituale notevoli. È una ricerca, un lavoro, una
esplorazione, una conoscenza di simboli che richiedono istruttori terreni, amici e guide del piano spirituale, ma per la sua iniziazione si troverà decisamente solo.
 
 
dal capitolo "L’INIZIAZIONE DEL SANTO GRAAL"