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Anna Caterina Emmerich e il Graal

Sono significative le visioni del Graal avute da un’altra stigmatizzata, Anna Caterina Emmerich, nata l’8 settembre 1774 nel villaggio di Flamske. Nel volume ove il Brentano racconta le visioni di questa mistica cristiana vi sono, specie nel cap. IV, preziose indicazioni di ciò che la Emmerich vide in estasi. Il calice è descritto di una fattura speciale misteriosa, costituito di una materia sconosciuta, singolare, compatta come quella di una campana e non lavorata come i metalli usuali.
Dice che fu salvato nell’arca di Noè durante il Diluvio, e quindi a Babilonia. Melchisedek lo possedette e lo portò fra i Cananei. Usò la coppa quando offrì al Patriarca Abrahamo il pane e il vino, ed a lui la trasmise. Il grande calice passò in Egitto e fu posseduto da Mosé. Più tardi appartenne ai Patriarchi che vi bevvero un liquido misterioso nel rito di dare e ricevere una benedizione.
Ad un certo momento, narra sempre la Emmerich, la coppa scomparve e fu riscoperta da Serapia, detta Veronica, per essere adoperata da Gesù nell’ultima Cena. Dopo la crocifissione, questo calice fu custodito a Gerusalemme nella prima chiesa di San Giacomo il minore, e scomparve nuovamente.
Alle altre chiese vennero distribuite le piccole coppe che lo circondavano. Il libro delle visioni della Emmerich afferma ancora che una di queste piccole coppe (sette in tutto) fu portata ad Antiochia, e un’altra a Efeso. Insomma, ognuna delle sette chiese ebbe la sua piccola coppa. Queste visioni fanno pensare ad una conoscenza graalica della mistica tedesca.
La Emmerich ricordava di essere già vissuta e di essere stata Santa Cunegonda, Imperatrice di Germania (nata nel 978 e morta il 3 marzo 1033 o 1039 a Kaufungen presso Kassel nell’Assia). Pur sposata rimase vergine. Queste ultime notizie sulla sua reincarnazione si trovano in Schmöger – Vita di A.C. Emmerich, vol. II, p. 258 e 586.
Da tutto ciò, è facile dedurre che il Graal è anche una Tradizione esoterica trasmessa, passata in epoche diverse in personaggi e gruppi iniziatici composti non solo di uomini, ma anche di donne.
Crediamo di essere nel vero se supponiamo la Donna più ricettiva al Graal nel suo aspetto Cristico, mentre l’Uomo è ricettivo al Graal nel suo aspetto di Spirito Santo, persona eternamente femminile della Trinità. La conquista dopo la cerca è integrale se in virtù del Mistero dell’Androgine si è in due di sesso diverso, uniti dall’Amore in senso Cristico.

dal capitolo “LA VISIONE DEL SANTO GRAAL E LA DONNA”

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