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Archeosofica e lo Spiritismo

Per noi è fenomeno certissimo che un medium, cioè un sensitivo speciale, possa vedere, conversare con gli abitanti dell’aldilà, o prestare il suo corpo alla stregua di un altoparlante per comunicare e dialogare nel modo consentito a chi è entrato in una dimensione diversa. Affermo queste cose perché negli anni giovanili ho praticato molto spiritismo, essendo medium parlante e scrivente. All’inizio si trattò di una medianità incosciente , poi con l’esercizio guadagnai la coscienza del fenomeno.
Personalmente sono contrario alle pratiche spiritiche, perché è molto difficile che l’esperienza si risolva nel comunicare con spiriti evoluti, perfetti, illuminati da Dio e quindi veraci. Siamo circondati da troppi spiriti malvagi, ignoranti, pronti a far credere alle loro imposture e a contagiare i propri stati d’animo perversi e deprimenti. Non è cosa facile che lo spirito di un personaggio altamente perfezionato scenda e penetri dalla sua alla nostra sfera utilizzando un medium qualsiasi. È pure vero che nessuno conosce i disegni di Dio se Egli stesso non li fa conoscere, e perciò può anche permettere che un grande spirito utilizzi come medium una persona impura e scarsamente evoluta.
In linea di massima, però, gli spiriti di luce penetrano solo chi ha una costituzione eterica, astrale e mentale idonea allo scopo. Rammento che nel periodo di esperienza medianica subivo vere e proprie aggressioni da parte di entità infelici e tormentate; ma quando condussi una vita più pura e più spirituale, allora ebbi l’esperienza ultrafanica ed il contatto con i Maestri di compassione con una coscienza sempre più lucida ed un vivido ricordo.
A Torino, ove vissi dal 1933 al 1953, la mia formazione fu variata. Attraverso il mio corpo si manifestarono bambini, donne anziane, ecclesiastici, caduti in guerra. Fui penetrato persino da un soldato italiano morto in Russia, divorato da un lupo. L’infelice non si rendeva conto di essere deceduto. Gemeva disteso sulla neve con il ventre squarciato dalla belva. A nulla giovavano le esortazioni dei presenti alla seduta per svegliare quell’anima dal suo tormento.
Solo dopo molte ripetizioni di quello stato fu possibile liberare l’infelice dal suo dramma e fargli capire che non era sulla terra di Russia, ma nell’aldilà.
Con il progredire della mia vita interiore e il rifiuto a prestarmi come medium, ottenni infine di entrare in rapporto con gli spiriti evoluti e con il Santo mio amico Alessandro, Vescovo di Gerusalemme. Passai alla sensibilità ultrafanica, riuscendo nella bilocazione trasferita sul piano emozionale o dei defunti, poi su quello mentale o dei Maestri.
Dallo studio del quaderno n°7: DIVENTARE MEDIUM AD ALTO LIVELLO ULTRAFANICO, avrete capito le ragioni della nostra cautela nel farvi intraprendere la pratica spiritica. L’Archeosofo Cristiano è per il messaggio evangelico, perciò deve diventare medium dello Spirito Santo, degli Eletti, degli Angeli.

dal capitolo “ARCHEOSOFICA E L’OPPORTUNITÀ O LA NON OPPORTUNITÀ DI EVOCARE GLI SPIRITI”

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