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L’Avatar e il Graal

Quando la tenebra diventa fitta nella maggioranza delle coscienze e gli individui perdono il giusto orientamento spirituale verso Dio, allora la Trinità Divina si fa sentire. La manifestazione entra in funzione e arriva il Messia o Avatâr. Le manifestazioni cicliche non sempre sono comprese con tempestività, solo nel tempo si può giudicare l’opera salvifica di questi Avatâra dai risultati del loro lavoro.
Nei periodi intermedi alle manifestazioni, tale principio sussiste allo stato immanifesto e opera dalla sua “roccaforte celeste”, dal così detto Graal.
Ogni volta che l’idea di una cavalleria spirituale si affievolisce, degenera, cede alla pigrizia, scompare in una parte del mondo, Dio invia i suoi cavalieri ed il suo Messia, perché insegnino agli uomini a riscoprire il sentiero che conduce a Lui, per proteggere la virtù e favorirne la crescita. La nascita divina ha lo scopo di ridestare la spiritualità viva capace di far agire gli uomini con pensieri, parole e opere conformi al piano creativo. Questi istruttori sono i vicerè del potente monarca invisibile. Essi cercano di far capire, a chi è in grado di intendere il messaggio arrivato dall’alto, che ognuno di noi ha un lavoro da svolgere, e precisamente quello del cavaliere, del rivendicatore per sé il diritto e la dignità di un essere libero, che si può mettere al di là delle forme storiche contingenti e accusarne i lati sbagliati, proclamare i diritti della coscienza e battersi per ristabilire l’ordine. In questi individui, siano essi uomini o donne, dev’essere superata l’antitesi fra guerriero e sacerdote e l’antitesi moderna fra le forme materializzate, luciferiche, titaniche, telluriche della volontà di potenza da una parte, e dall’altra le forme a sfondo devozionale, lunari, della sopravvivenza religiosa confusa da impulsi mistici e neospiritualisti verso l’oltremondano e il sovrannaturale.
In ogni manifestazione ciclica si fa riferimento ad un centro spirituale che può prendere nomi diversi, pur racchiudendo il medesimo valore intrinseco: Melchisedek, Graal.

dal capitolo “LA DISCESA DELL’AVATÂR NEL MONDO E
LA SALITA DELL’EROE VERSO IL GRAAL”

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