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Estratti dal 4° Quaderno di Archeosofia

INTRODUZIONE AI MISTERI MAGGIORI E MINORI

A Te Leonida, santo e martire del Cristianesimo. Era l’anno 203, la primavera egiziana rinverdiva le sponde del Nilo, quando i “Figli delle Tenebre” al comando di Settimio Severo, ti strapparono al tuo adolescente figlio Origene, alla famiglia che amavi, ai fratelli di lotta, per subire dopo la prigione e la tortura con l’estremo supplizio della decapitazione, il battesimo di sangue. Roma, 6 aprile 1969 Pasqua di Risurrezione

TOMMASO PALAMIDESSI

DEFINIZIONE DEL MISTERO

In senso stretto, il Mistero è una verità che trascende l’intelletto creato, e lo trascende a tal punto che, anche rivelata e creduta, rimane tuttavia oscura e velata durante la vita mortale, se non interviene la decifrazione, che l’esoterismo consente, dei misteri stessi. Per lo meno, di una buona parte di essi. L’etimologia, cioè la origine linguistica del vocabolo “mistero”, deriva dal greco misterion = cosa chiusa, nascosta. Noi chiamiamo mistero tutto ciò che si tiene segreto, si nasconde a coloro che non potrebbero comprenderne il valore, ossia alla gente impreparata e immatura per capire le verità eterne. Presso i Greci si parlava di Misteri per indicare diverse cose: rito segreto (arcanum, sacramentum), ora una verità nascosta da comunicare ai soli iniziati, secondo le affermazioni di Eraclito, Pitagora, Platone, Euripide e Aristofane. Se nelle tradizioni non cristiane il mistero e la celebrazione dei misteri costituivano per i fedeli della religione esteriore tutto ciò che non si comprendeva e restava inaccessibile all’intelletto mancante dell’illuminazione iniziatica, nel Cristianesimo i Misteri rivestirono pure un carattere di imperscrutabilità, per la massa dei credenti non composta dagli Iniziati. Sicché, come allora, anche oggi i Misteri sono rimasti tali per il popolo poco incline alla meditazione e all’alta cultura.

RELIGIONI MISTERICHE E MISTERO CRISTIANO

Il programma di salvazione universale del Cristianesimo ha dei punti di contatto e di affinità con i Misteri pagani. Tale constatazione è possibile se vengono valutati i diversi contenuti delle religioni misteriche antiche, confrontati con quelli della Chiesa. I Misteri sono nati quando l’uomo comprese che il suo destino è la morte, con uno stato di coscienza crepuscolare, nebulosa e infelice in un mondo di fantasmi. Perciò lo sforzo dei filosofi e dei sacerdoti è sempre stato quello di scoprire come garantire per sé e per gli altri una vita cosciente e felice dopo la morte: scoprire la via per morire autocoscienti, svegli e pronti per essere investiti della potenza della Divinità. I Misteri antichi non cristiani ed i Misteri Cristiani ruotano attorno al fenomeno più impressionante e ineluttabile, dopo la nascita e il breve soggiorno terreno: la morte. Conoscere la morte e vincere la morte, sfuggendo al circuito delle illusioni del terrificante mondo dei trapassati. In Oriente, contemporaneamente alla Chiesa nascente, si erano andati formando, proprio per lottare contro l’incoscienza spirituale della morte ed i risvegli in un aldilà pauroso, tormentoso, di persecuzione demoniaca, arimanica, numerosi culti misterici con riti, che commemoravano un tema mitico, e tendevano a realizzare nel presente, con il simbolismo del rituale, il soggetto che rappresentavano. In Egitto, già da millenni vi erano i Misteri di Iside e Osiride; in Frigia, i Misteri di Cibele e Attis; in Persia, i Misteri di Mithra; in Cappadocia, i Misteri di Artemis; a Creta, i Misteri di Zeus, e tanti altri. I Misteri più evoluti furono quelli Eleusini. In tutti questi, il fondo comune era di ottenere l’immortalità attraverso l’unione con Dio, onorare particolari divinità, partecipare alla loro stessa divinità, sfuggire all’esperienza angosciosa dello stato intermedio fra la morte e una nuova reincarnazione (in questo pianeta o in altri mondi). Per giungere a tanto, si seguivano strade e metodi diversi, malgrado la parentela dei principi. Di mezzo vi era sempre una iniziazione, compiuta mediante riti segreti, preceduta da una catechesi impartita dallo jerofante o da mistagoghi, con digiuni, astinenze, bagno sacro per rinnovare, in certo modo, la nascita. I misti eleusini si bagnavano presso Atene, nel fiume Ilissus; dopo, seguivano la rappresentazione liturgica che si riferiva alla nascita di Dionisos da Persefone (Piccoli Misteri). Con l’Iniziazione, alcuni uomini e donne potevano sfuggire alla propria natura e conquistarne un’altra, cessare di essere uomini per incominciare ad essere Dei. Ma in certi Santuari, si arrivava con presunzione ad affermare che un bandito, se iniziato, partecipava all’immortalità, mentre un Epaminonda, non iniziato, sarebbe rimasto come un qualunque mortale. Fu indubbiamente merito del Cristianesimo, se certi atteggiamenti titanici furono smascherati.

estratto dalla voce “AVATARA”

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