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Il San Graal e la Divina Presenza

L’uomo non è mai stato solo, perché su di lui ha sempre vegliato il Grande Architetto dell’Universo, Iddio con la sua divina presenza. Con nomi diversi questa assistenza c’è sempre stata, ed il simbolismo del Graal si riscopre nelle diverse scuole di spiritualità eroica, mistica e iniziatica.
Questa letteratura era dunque mossa da coloro che sapevano, fuori e dentro alla Chiesa stessa, ma si fermò con la soppressione dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio, sorti per difendere i pellegrini in Terra Santa, guidati da San Bernardo che aveva tracciato la Regola per i Templari stessi.
I Cavalieri del Tempio, partiti come cristiani exoterici al servizio della Chiesa Romana, quando conobbero i Cavalieri dell’Islam, anch’essi custodi dei luoghi santi e detentori di una dottrina esoterica, compresero altre cose e divennero i custodi del Graal.
Protetti da una parte e avversati dall’altra, in seno alla stessa Chiesa, furono dispersi e in buona parte distrutti con i roghi dell’anno 1314. Venuto a mancare l’ambiente adatto alla divina manifestazione del Graal, questo spostò il suo epicentro altrove.
In certe epoche storiche, il Santo Graal si manifesta per quello che è, un supporto della “presenza divina”: un eroe regale viene incaricato di preparargli una sede terrena ove traslare il misterioso oggetto dal Cielo sulla terra, sotto la custodia di un certo numero di eletti cavalieri infiammati di fede e d’amore.
Coloro che hanno conquistato il diritto di custodire la Sacra Coppa, sono irraggiati dalla “presenza divina” e possono muoversi da vittoriosi contro le forze oscure del Chastel Mortel con il proposito di instaurare un sacrum imperium, un regno a carattere spirituale. Quando il momento si fa inadatto perché gli eletti cavalieri operino dal mondo metafisico in collegamento con i prescelti cavalieri sulla terra, allora per gli uomini il Graal è nuovamente perduto, invisibile, si trasferisce altrove, nelle regioni pure del mondo etereo, in un altro piano di esistenza. È il tempo in cui la manifestazione divina si nasconde.
Il sacerdote-guerriero re Davide nei suoi Salmi parla spesso del nascondersi di questa presenza divina.

dal capitolo “ESPERIENZA DEL GRAAL E LE SUE FONTI MITICHE”

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