Il Tempio

In senso stretto la parola latina Templum indica il confine tracciato dal Teurgo, che si può assimilare al “cerchio magico” che divide, taglia, lo spazio sacro dal mondo profano.
Questo luogo riservato alla Divinità prendeva il nome di fanum, che significa “consacrato”, da cui fano, “consacrare”, mentre tutto ciò che si trova posto al di là del confine che delimita lo spazio sacro era nominato profanum, “che sta dinanzi al sacro recinto” e quindi non consacrato.
Fa-num origina dalla radice sanscrita bha bha-ti, “splendere”, che trova confronto con il greco pha, phe, phe-mi, “dire”, e il latino fa-ma, “voce (che corre)”, fa-men, “parola”, fa-ri, “parlare”, inversamente dalla radice bhan bhan-a-ti, “parlare”, “risuonare”, in greco suona “splendere”, phan, phaino, che per estensione significa “apparire” e quindi “svelare”, “rendere chiaro, manifesto”.
Da phaino, phanos, “luminoso”, e phanè, “lucerna”, che trova evidente assonanza con phonè, “voce” e phoneo, “parlare”.
Il Tempio è lo spazio consacrato, il luogo della chiara visione, della manifestazione della luce, dove si ode il suono del verbo, il Sole Spirituale della Verità.
Il “Luogo Inaccessibile”, il Tempio di Dio, è citato spesso nelle Sacre Scritture come il Sacro Monte, la Santa Montagna sulla quale discende Gerusalemme ; un esempio storico è il monte Carmelo, la cui vetta era considerata il luogo più sacro e inaccessibile ai profani.
[…]
Il Tempio è il santuario inviolabile, dimora di Dio sulla Terra, il Centro del Mondo dove spazio e tempo vi iniziano e vi si riassumono. Il Sacro Tempio è il luogo della Reale Presenza, lo spazio libero alto ed elevato dove è possibile avere la visione complessiva, è il Cielo, l’Universo, il “Templa Mentis“, soggiorno dello Spirito.
Così come era necessario seguire un rituale esoterico per la fondazione di un Tempio, allo stesso modo la fondazione di una nuova città esigeva un simile procedimento, come racconta Plutarco a proposito della fondazione di Roma.
Romolo chiamò dall’Etruria degli esperti, che gli spiegarono e insegnarono minuziosamente il cerimoniale prescritto dai testi sacri come se si trattasse di un rito magico. Quindi fu scavato un fosso rotondo, del perimetro dell’attuale Comizio, e vi furono riposte le primizie di tutte le cose sancite dalla natura come necessarie alla vita umana. Poi ciascuno portò una manciata di terra del paese dal quale proveniva, e la gettò tra le primizie confondendole tutte assieme. Indi, preso il fosso, che designano con il nome usato anche per l’Universo, e cioè mundus, come centro di un cerchio, tracciarono in giro il perimetro della città“.

Alessandro Benassai

Copyright 2017 © Archeosofica, Scuola Esoterica di Alta Iniziazione.