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La materia intelligibile o spirituale

Per spiegare le diverse nature create dobbiamo ammettere con Plotino, S. Agostino e la corrente francescana di S. Bonaventura, due materie, la intelligibile o spirituale e la sensibile (Plotino – Enneadi – II,4), che non corrispondono alla materia prima e materia seconda di Aristotile, da ritenersi entrambi sensibili.
La materia intelligibile è nel nous, e si deve ammettere per spiegare la molteplicità delle idee. In tutti gli esseri vi è la composizione di materia e forma, meno che in Dio. Egli è semplice.
L’Archeosofia esclude la tesi di S. Tommaso, secondo la quale si afferma che “l’anima vegetativa, sensitiva e intellettiva costituiscono un’unica forma semplice”. Già abbiamo riportato alcuni passi Scritturali e l’opinione di Origene sulla divisione possibile fra lo spirito e l’anima che pecca. Se l’anima fosse semplice e un’unica forma, le Scritture non avrebbero potuto allarmare con la scontata separabilità. Quindi niente unità della forma sostanziale dell’anima, ma pluralità delle forme quali lo Spirito, l’Anima emotiva e l’Anima erosdinamica.
È gioco forza ammettere, e l’esperienza lo conferma, che in un uomo vi sono diverse forme o anime gerarchicamente ordinate alla prima forma (lo spirito). Nel XIII° secolo Riccardo di Mediavilla sosteneva che “la composizione di materia e forma si trova negli angeli e loro moltiplicazione nella medesima specie”.
La materia intelligibile spiega in quale modo il peccato fu trasmesso all’Umanità, mentre negando la materia intelligibile si cade nell’assurdo della trasmissione del peccato di origine e nella vanità sacramentale del battesimo, entrambi validi se ammettiamo la materia intelligibile e la moltiplicazione delle anime.

dal capitolo “LA MATERIA INTELLIGIBILE O SPIRITUALE
E LA PLURALITÀ DELLE FORME SPIRITUALI”

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