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La Redenzione e il Messia

La redenzione è il processo nel quale operano simultaneamente Dio dall’alto e l’uomo, che partecipa attivamente al piano salvifico divino, dal basso. L’Essere divino e l’essere umano s’incontrano: Dio elegge l’uomo suo Sacerdote in eterno e il Sacerdote lo consacra per sempre Re del suo Regno dando così l’ultima forma al suo stesso Creatore.
L’anima segreta del processo storico evolutivo è l’ascesi mistico-iniziatica che prepara l’avvento del Messia, il Salvatore del mondo, per mezzo del quale avverrà la restituzione finale di tutte le luci disperse in esilio nel mondo della materia.
Pertanto dipende dalla libera decisione dell’uomo accelerare questo processo o prolungarlo. Ogni azione dell’uomo è quindi in relazione con questo compito finale che Dio ha attribuito alla sua creatura.
Così come in principio Dio creò l’Uomo con il processo dello Tzimtzùm, prima occultandosi e poi rivelandosi a quel vuoto di potere (il cuore dell’uomo) come Uomo Celeste, allo stesso modo l’uomo prepara nel deserto la via al Signore che deve tornare nella sua Gloria, ritirando la propria coscienza da sè in se stesso, astraendosi da tutto per separare così la sua luce intellettiva e volitiva dalle tenebre esteriori concentrandosi in un punto segreto del suo essere per amare Dio con tutto il suo cuore, con tutta la sua mente, con tutta la sua anima e con tutte le sue forze, e il prossimo suo come se stesso…e i nemici, per rinascere per Grazia divina nel Punto di Luce del Cuore di Dio, Cuore dell’Universo.
L’energia divina riempirà allora il Tempio stabilendosi con la sua sovrabbondante luce e tutto quello che era stato perduto sarà cento volte ritrovato. Ogni vuoto sarà colmato. Ogni oscurità dileguata. E sarà arrivato il tempo della venuta del Messia, il Dio Vivente, che come il Sole sorgerà in tutto il suo splendore nelle profonde oscurità della rinnovata coscienza salvando l’uomo dalla morte donandogli gratuitamente la sua Vita Eterna.
La discesa del Messia è così il sigillo definitivo di questo processo di redenzione (Tiqqùn) e di restaurazione del Regno, e la via verso la fine di ogni cosa; la conclusione della creazione è al tempo stesso la via verso un nuovo principio, una nuova creazione (Palingenesi) e la dottrina dei misteri della creazione (Berescith), della provenienza di ogni cosa da Dio, diviene così la dottrina della redenzione, come ritorno di tutte le cose al loro originario contatto con Dio per un nuovo principio.
Questa via è la via dell’ascesi mistico-iniziatica prospettata dall’Archeosofia, il filo d’Arianna per mezzo del quale l’asceta, l’uomo cristico, supera i pericolosi guardiani per procedere dall’oscurità alla Luce, sua unica meta.
La Redenzione sarà vicina quando l’abominio della desolazione sarà visto stare nel luogo santo, quando l’indumento dell’infamia sarà calpestato, quando la macchia sarà cancellata, quando le vesti saranno lavate nel sangue dell’Agnello, quando l’unità del Nome Sacro sarà ripristinata e Iod-He e Vau-He saranno riunificati in Yod-He-Shin-Vau-He.

Alessandro Benassai
Estratto da ” LA DOTTRINA DELLA ROTTURA DEI VASI”

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