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La Veglia Perenne

Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La “Veglia perenne” è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa.
La “Veglia perenne” noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: “Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita” (Cantico 22,n.3).
Il risultato della “Veglia perenne” è la deificazione dell’anima o unione consumata, ultimo grado di orazione secondo i mistici, cioè l’unione trasformante con Dio, nota con il nome di matrimonio spirituale, settima mansione del “Castello interiore” di S. Teresa d’Avila. In ultima analisi, la “Veglia perenne” si può accostare all’ultimo grado di perfezione raggiungibile in questa vita, preludio per una più avanzata preparazione alla beata vita della “gloria” secondo il “Mistero dell’Ottavo Giorno“.

dal capitolo “DEFINIZIONE DELLA “VEGLIA PERENNE”

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