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L’Attenzione e la Concentrazione

Una volta in grado di astrarsi, ci si esercita a rafforzare l’attenzione e la sua concentrazione per poter fare la meditazione, ovvero la concentrazione prolungata su un’idea sola. Quando si segue lo sviluppo di un’idea sola, escludendo tutte le altre, allora abbiamo l’ attenzione perfetta o concentrata.
La concentrazione è vera quando riuscite a tenere la mente fissa per dodici secondi sull’oggetto della meditazione senza che si sovrappongano altre idee.
Per lo più le persone hanno un’attenzione imperfetta perché il corso di una loro idea viene da esse seguito distrattamente lasciando interporre altre idee, con conseguente stanchezza, cattivo rendimento e mancanza di godimento.
L’attenzione può essere difettosa per tante ragioni: debolezza organica, tensione nervosa e muscolare, mancanza di allenamento, errata educazione dell’attenzione stessa, e molto spesso per lo scarso interessamento verso il lavoro che si sta svolgendo; oppure a causa di un timore eccessivo o di un desiderio che deviano il pensiero su di un altro oggetto.
Può darsi che l’attenzione sia anche dannosa, ma in tal caso chi pensa ad una lettura, una spiegazione o un argomento qualsiasi, è contemporaneamente conscio di uno scrupolo, di una preoccupazione, d’un senso di noia. Così esercitata, l’attenzione porta stanchezza psichica, le idee si imprimono male, poco in profondità, e si dimenticano presto.
Gli uomini e donne di genio, gli inventori, gli artisti, gli eroi, i santi, sono di solito concentrati e silenziosi. Essi hanno una buona e perfetta attenzione. La fretta nell’attenzione apporta stanchezza, sforzo cerebrale e depressione. Dovrete quindi allenarvi.
L’attenzione focalizzata si chiama concentrazione, porta la calma nella mente, ogni oscillazione o fluttuazione cessa, e la mente si raccoglie in un punto solo, escludendo qualunque altra idea. È l’immedesimazione della mente su un oggetto. Per lo più si procede dal sensibile al soprasensibile, dal grossolano al sottile, scegliendo preliminarmente come oggetto qualche organo o centro del corpo.

dal capitolo “TEORIA E PRATICA DELL’ATTENZIONE E DELLA CONCENTRAZIONE MENTALE”

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