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L’Incubazione nella Medicina Religiosa o Mistica

Il rito d’incubazione, prima che i cristiani lo utilizzassero, si praticava da molti secoli in India, Egitto e Grecia con il culto di Asclepio o Esculapio, il cui simbolo è il serpente attorcigliato attorno al tirso. I malati andavano in pellegrinaggio per chiedere la guarigione dei propri mali praticando il rito dell’incubazione, durante il quale cadevano in un profondo sonno spontaneo per autoipnosi o praticato dai sacerdoti o Asclepiadi, esperti nell’ipnomagnetismo curativo.
In quell’occasione, i malati sognavano il dio o i suoi messaggeri con la cura da seguire. Talora, dopo il sogno e il sonno risultavano guariti. Al tempio presiedeva un sacerdote, che applicava ricette empiriche a base di miele, cenere, vino, asclepia, papavero, sangue di gallo bianco, veleni di certi serpenti, frutti di pino, sostanze che ancora oggi hanno un valore terapeutico per la farmacopea del popolo, e non solo per questa.
L’incubazione era preceduta da preghiere, riti liturgici, digiuni e offerte sacrificali, sia nel santuario di Esculapio a Epidauro, sia nelle filiali dell’isola di Cos (Caria) e in Roma, nel santuario costruito sull’Isola Sacra (Tiberina), sul luogo dell’attuale basilica di S. Bartolomeo, nel 293 a.C.
L’usanza dell’incubazione passò al Cristianesimo a Bisanzio o Costantinopoli, nella Basilica costruita nella prima metà del V secolo, ove si custodivano le reliquie dei santi martiri Cosma e Damiano, considerati patroni dei medici. Nel VI secolo si fece la prima raccolta di ricordi dei prodigi operati per l’incubazione dei suddetti martiri, periti durante la persecuzione di Diocleziano a Ciro di Siria. L’incubazione venne praticata nei primi secoli del Cristianesimo anche nelle chiese di S. Teraponte; a Canopo nella chiesa dei Santi Ciro e Giovanni, ad Arverno presso San Giuliano, a Tours in S. Martino, a Treviri a S. Massimino.

dal capitolo “L’INCUBAZIONE DA AUTOIPNOSI E IPNOMAGNETISMO NELLA MEDICINA RELIGIOSA O MISTICA”

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