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Il Segreto delle Insufflazioni

Leggendo la Bibbia, troviamo molti passi in cui si parla di un certo modo operativo, alitando o soffiando, non solo per curare le malattie, ma anche per rendere più efficace un’investitura sacerdotale. Qualcuno ricorderà il Vangelo secondo Giovanni (20:21-23), che tramanda: “Gesù disse loro di nuovo:- Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi.- Dopo aver detto questo, alitò e disse:- Ricevete lo Spirito Santo…”

Qui si tratta di un soffio teurgico, ma gli apostoli e lo stesso Cristo soffiavano a scopo terapeutico, perché il soffio caldo sulla parte malata è eccitante, mentre il soffio freddo è calmante. Quindi, per determinate malattie giova il fiato caldo del guaritore, e per altre quello freddo.

Per praticare il soffio caldo, piegate un fazzoletto o un tovagliolo pulito in modo da farne una specie di filtro attraverso il quale manderete il vostro fiato. Naturalmente a seconda della compattezza del tessuto piegherete il fazzoletto tante volte quanto basta. Qualunque stoffa va bene, purché bianca. Posate il fazzoletto sulla parte malata e appoggiate la bocca su di esso, in modo che il fiato non sfugga da nessuna parte, ma vada diretto al punto desiderato.

Aprite la bocca come se voleste pronunziare “oh!”, poi riempite i polmoni d’aria con energia e volontà ed attraverso il fazzoletto emettetela sulla parte affetta. Questa non solo viene riscaldata, ma vitalizzata dall’energia vitale contenuta nell’aria stessa. Si deve immettere quattro volte il fiato caldo attraverso la stoffa, ed altrettante volte sulle altre parti doloranti.

Passiamo ora all’uso del soffio freddo. Questo modo di insufflare consiste nel far passare l’aria forzata attraverso le labbra quasi chiuse, soffiando sulla parte nuda, iniziando a circa quindici centimetri al di sopra della zona malata e proseguendo lateralmente sempre alla stessa distanza: il soffio deve essere continuo.

Tutti i guaritori sono d’accordo sull’efficacia delle insufflazioni calde o fredde, per cui non si devono trascurare anche nella preparazione di medicinali semplici quali l’olio o il vino combinati con sale marino e canfora, come facevano gli antichi cristiani.

 
dal capitolo “IL FIATO CALDO E IL FIATO FREDDO: IL SEGRETO DELLE INSUFFLAZIONI”

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