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Pratica della Meditazione senza Oggetto

Come spiegato per la meditazione con supporto, sedetevi rilassati e comodi, spina dorsale ben diritta, occhi semiaperti in ambiente debolmente illuminato, immobili, facendo il completo vuoto mentale e rimanendo così. Non è facile, ma con l’insistenza e la pazienza si arriva a tutto. Se lo stato di vuoto mentale arriva subito, non c’è da fidarsi.
Naturalmente la respirazione ritmica giova assai. Iniziare con cinque respirazioni in base ai tempi: aspirare l’aria dal naso per la durata di 1 secondo; trattenerla nei polmoni per 4 secondi; espirare l’aria per 2 secondi; infine tenere i polmoni fermi per 4 secondi.
Dopo cinque controlli del respiro, respirare normalmente e profondamente. Chiudete gli occhi quindi fate scendere la vostra intelligenza dalla testa (Centro frontale) giù nel cuore (Centro cardiaco), trattenendola in quest’ultimo.
Farete così: inspirate con dolcezza per non disperdere il pensiero, e chiamate il Signore mentalmente, mentre inspirate l’aria e costringete volitivamente l’intelligenza a scendere nel cuore per inchiodarvela con la formula: Gesù mio.
Potete anche usare un’altra espressione, purché ci sia sempre il Nome di nostro Signore Gesù Cristo. Tratterrete il respiro completando la chiamata. Quindi espellete l’aria dai polmoni, espirando dolcemente. Poi di nuovo concentrate la volontà attenta nella fronte e dirigete la discesa forzata nel cuore, ripetendo la stessa invocazione, una volta che l’abbiate stabilita.
La prosecuzione di questo atteggiamento interiore si tradurrà ben presto nell’impressione di salire, di volare, di sentirsi corporalmente leggerissimi. Questa esperienza ascensionale durante l’orazione l’hanno provata Bernardino di Laredo (Subida del monte Sion), Luis de Granada.
Quest’ultimo dice: “L’orazione è, per l’anima, salire al di sopra di lei stessa e sopra tutto il creato, unirsi a Dio e inabissarsi in questo oceano di soavità infinita e d’amore”. La stessa cosa dicono santa Teresa d’Avila, san Damasceno e san Giovanni della Croce, riferendosi al salire al di sopra di noi stessi e di tutto, fino all’unione con Dio.
È difficile esprimerci a parole, perché noi vogliamo indicare di ripetere la nostra sperimentazione e andare sempre più in alto. Meditare, pregare, invocare l’Altissimo e al tempo stesso non pensare a niente è veramente un pensare da Dei, e non da uomini e da donne di questa bassa esistenza.

dal capitolo “PRATICA DELLA MEDITAZIONE SENZA OGGETTO”

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