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Significato delle Parole di Gesù Morente Crocifisso

Le parole del grande morente crocifisso che noi valutiamo secondo l’esegesi archeosofica, come vedremo, non solo smentiscono l’ironia malvagia e la nulla intelligenza delle Scritture, la profezia, ma indicano un processo iniziatico di profondo interesse. “E venuta l’ora sesta (il nostro mezzogiorno), si fecero tenebre per tutto il paese fino all’ora nona (ore 15). Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce:- Eloi, Eloi, lammà sabactanì?-” che si interpreta con:- Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?- (Mc.,15,33-34).
È questa esclamazione che ha fatto scrivere da alcuni incauti che Gesù muore da uomo comune, debole e disperato, impotente a salvare se stesso. Perciò, per cominciare, diremo che prima di morire in maniera Iniziatica, non certamente in maniera ordinaria, Gesù recitò il salmo 22° (21), 2 di Davide, ritenuto profetico, e pregando secondo l’uso ebraico. “- Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito -. E ciò dicendo spirò”.
Che cosa significa rimettere il suo spirito nelle mani del Padre? Significa che Gesù restituì lo spirito, o pneuma, volontariamente, perché non lo perdette contro la sua volontà. Non a caso Matteo (27,50), scrive “… rimise il suo spirito” e non l’anima, cioè il pneuma e non la psychè, in quanto il perdere è uno stato non volontario, mentre il rimettere è un atto di volontà. “Signore, nelle tue mani rimetto il tuo spirito” (Lc.23,46), vuol dire che consegna il suo spirito affinché sia custodito: ciò che si affida a Dio non si perde. Lo spirito è un gioiello da custodire bene.
Non dimentichiamo che Gesù, come ogni uomo, era composto di corpo fisico, corpi energetici (eterico, emozionale e mentale), eros, anima patetica, spirito in perfetta unione al Verbo. La successione degli avvenimenti del Calvario, cioè della morte e della risurrezione si svolse quindi così: il Cristo crocefisso, prima di morire, affidò al Padre il deposito del suo spirito o pneuma. Morì. Il suo corpo venne deposto nel sepolcro, e l’anima, o psychè (non lo spirito quindi), andò nell’Ade per scontare il prezzo della redenzione. Pagato questo riscatto, il pneuma, o spirito, fece sapere agli spiriti la loro liberazione.
Con la risurrezione vennero riuniti l’anima (psychè) ed il corpo. A questa fase del processo risurrezionale, il Cristo salì verso il Padre, per riprendere il suo pneuma (spirito), e ridiscese verso gli uomini per santificarli, essendo in possesso della sua umanità completa.
Gesù risuscitato non aveva ancora recuperato il suo pneuma, non era ancora salito al Padre. Perciò proibì a Maria Maddalena di toccarlo nell’incontro avvenuto al sepolcro (Giovanni,20,17). Le parole esatte del Signore sono: “Non mi toccare, perché non sono ancora asceso al Padre mio”. Questo è comprensibile dai Vangeli ben letti secondo la lettera e la spiritualità archeosofica, questa è l’opinione nostra e l’opinione di Origene:

“In realtà il mio Gesù, a proposito della separazione fra il suo corpo e la sua anima, avvenuta non per necessità umana, ma per un potere soprannaturale che gli era dato a questo scopo, disse: “Nessuno toglie a me la mia anima, ma io la tolgo a me stesso: io ho il potere di toglierla (dal corpo), e di nuovo ho il potere di riprenderla (Ioann.X,18) -. Infatti, poiché aveva il potere di toglierla, egli la tolse quando disse:- Padre mio, perché mi hai abbandonato?- e quindi levando un alto grido, esalò lo spirito (Matth.XXVII,46,50), anticipando in tal modo l’opera degli aguzzini assegnati agli uomini crocifissi, i quali spezzavano le gambe di quelli posti in croce, e le spezzavano appunto perché non soffrissero più a lungo la pena. Però egli prese la sua anima, quando si rese manifesto ai discepoli, secondo quel che aveva detto prima ai giudici increduli:- Distruggete questo tempio, ed in tre giorni lo edificherò. – In realtà egli parlava del tempio del corpo suo (Ioann.II,19, 21), dacché i profeti l’avevano predetto in tanti luoghi, e specialmente in questo (Psalm.,9-10):- Ed inoltre la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai l’anima mia agli Inferi, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione”.

dal capitolo “SIGNIFICATO DELLE PAROLE DI GESÙ MORENTE CROCIFISSO”

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