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Misteri Antichi e Mistero Cristiano

Se vi sono delle analogie con i Misteri pagani, il Cristianesimo presenta delle caratteristiche che ne fanno una religione, una scienza spirituale, originale e completa, popolare ed aristocratica ad un tempo, exoterica ed esoterica. Da ciò, possiamo precisare alcuni punti fondamentali:

1)- Innanzi tutto, il suo fondatore non è come Dioniso, Osiride, Attis, Mithra, un essere mitico, ma un personaggio realmente vissuto fra gli uomini, ricordato dalla storia, messo a morte per opera di un procuratore romano; un rinnovatore della religione e della via iniziatica, di natura divina e umana. Per questo, la costante preoccupazione della cristianità è di fare il nome e garantire al mondo la storicità del personaggio eccezionale.

2)- Il sacrificio del Cristo è alla base della salvazione; è inteso come un atto di soprannaturale giustizia voluto da Dio in espiazione dei peccati dell’umanità e non sta in funzione del ritmo stagionale, sebbene coincida con il ritmo stagionale dei Misteri antichi, perché i ritmi astronomici appartengono al Creatore, e anche perché dall’istante della caduta Adamica vi è sempre stato un programma archetipico da attuarsi. Le religioni misteriche lo hanno tentato secondo una pre-imitazione. Il sacrificio consumato sulla Croce dal Messia ha un profondo significato etico, capace di indirizzare per due vie che diventeranno una sola nel futuro (l’exoterica prima e l’esoterica dopo), verso una via di alta perfezione sociale, biologica e morale degli adepti della religione cristiana del Terzo Millennio.

3)- Il Cristianesimo affonda le sue radici nel terreno solido della religione ebraica, ne supera il ritualismo sacrificale con la valorizzazione dell’aspetto strettamente religioso, relativo all’amore del Padre Celeste e all’instaurazione di un regno del bene per tutti. Poiché il genere umano è proprietà di Dio, Egli stesso ha dato a tutte le Genti, fin da quando l’uomo fisico è apparso sulla terra e nei sistemi solari che precedettero la presente evoluzione, delle vie, dei consigli, delle leggi, delle Rivelazioni frammentarie. Per questo nei Misteri cristiani ritroviamo alcune analogie con altri Misteri, preparazione a quelli che si sarebbero ripresentati con Cristo sotto una nuova luce: Mistero del Regno di Dio (Marco,4:11); Mistero del Vangelo (Efesini,6:19); Mistero del Battesimo, ecc.

4)- I Misteri delle religioni pagane avevano una visione panteistica che si è deleteriamente propagata nelle varie correnti neo-spiritualistiche. Diversa è la posizione del Cristianesimo, perché la sua concezione è di un Dio trascendente e creatore, sebbene immanente, in modo che il cristiano può percepire l’unione con Lui in un reciproco atto d’amore.

5)- Nei Misteri antichi, e in generale nella filosofia dell’epoca imperiale, la salvezza era una conquista dell’intelletto; nel Cristianesimo la salvezza è un dono gratuito di Dio, una garanzia che l’uomo ha guadagnato, meritato con la morte salvatrice di Cristo e la Fede in Lui; ma è pure una conquista, dopo l’Incarnazione del Messia Gesù, da parte dell’uomo tutto quanto, spirito, anima emotiva, anima erosdinamica e corpo fisico, sostenendosi con i mezzi ascetici indicati dall’Archeosofia, e con l’esortazione e la promessa del Salvatore per una conquista attiva, quindi iniziatica: “il regno dei cieli si acquista con la violenza e i violenti se ne impossessano” (Matteo,11:12); “a chi vince darò di seder meco sul mio trono” (Apocalisse,3:21).

6)- Nei Misteri antichi il raggiungimento della salvezza, cioè l’essere sottratti al dramma del post mortem, è un fatto esclusivamente individuale. L’Escatologia, la Palingenesi (dottrina che tratta delle cose ultime, della fine dei tempi) dei Misteri antichi ha per obbiettivo la salvezza mediante l’assimilazione al dio patrono del Mistero. La salvezza promessa dall’Iniziatore non è solo la liberazione dai mali fisici, dall’inesorabilità del fato, dall’Heimarmene (da cui anche gli dei dell’Olimpo sapevano far liberi e perciò avevano l’epiteto dei benefici e salvatori), ma è la certezza di raggiungere la beata immortalità a somiglianza del dio; è la salvezza spirituale. La salvezza era intesa più o meno nobilmente secondo la capacità morale dell’adepto. L’uomo rude si compiaceva dei grossolani riti orgiastici, eccitatori dei sensi e sprone verso uno stato di ebbrezza volgare; il superstizioso attribuiva la sua salvezza al rituale misterico, considerandolo di valore sacromagico; il filosofo vedeva nei miti e nei riti dei Misteri i simboli delle verità amate dal suo spirito speculativo; il mistico intendeva raggiungere l’unione con la divinità patrona del Mistero.

Nei Misteri cristiani la salvezza e la felicità sono individuali, ma sono anche collettive per tutti gli adepti che si sentono affratellati nella speranza del Regno di Dio preannunziato dal fondatore, e di cui conoscono i mezzi per arrivarci. È una sublime visione di felicità collettiva, senza togliere ad ognuno la sua personalità. È un’unione che aggrega alla comunità con il rito d’Iniziazione (battesimo) e affratella gli iniziati fra loro e il capo comune, Gesù, nel rito eucaristico.

dal capitolo “LE RELIGIONI MISTERICHE E IL MISTERO CRISTIANO”

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